Che cosa determina dove andiamo dopo la morte?
Che cosa determina dove andiamo dopo la morte?

Che cosa determina dove andiamo dopo la morte?

E tu ti sei mai chiesto dove andrai dopo la morte?

Io avevo 10 anni quando mi sono posta questa domanda,molto strana per una bambina di quell’eta’. Adesso con il senno di poi mi rendo conto che forse avevo gia’ vissuto questa vita terrena e sono tornata per elevare le mie vibrazioni, per pulire ancora il mio Karma delle vite passate.

Vorrei fare una premessa io sono Buddista dall’Agosto del 1990 (ma questa e’ un’ altra storia Bellissima che vi raccontero’ nel mio prossimo libro). Ci tengo a dire che sono una buddista “anomala” poiche’ credo fermamente in quello che e’ scritto nella Sacra Bibbia,ma non credo nelle chiese e nelle Religioni che indottrinano le menti e non ti fanno pensare.

Rispetto tutti i credo  e tutti i loro seguaci. Detto questo continuo!

Che cosa determina dove andiamo dopo la morte?

Al momento della morte, quando il corpo fisico termina di funzionare, l’energia vitale utilizzata dal suo funzionamento viene liberata nell’Universo. In quel momento questa energia vitale spinge il corpo sottile via dalla regione della Terra. Proprio come il peso di un proiettile determina quanto lontano il propellente lo spingerà, allo stesso modo il peso del corpo sottile decide quale piano d’esistenza sottile raggiungeremo dopo la morte.

Il “peso” del corpo sottile è innanzitutto in funzione della quantità della componente di base sottile Tama nel nostro essere.

Dove andiamo nell’aldilà dipende dalle azioni che abbiamo compiuto e dalla proporzione delle 3 componenti di base sottili presenti in noi

Queste componenti sono di natura spirituale e non possono essere viste, ma definiscono la nostre personalità. Esse sono:

•              Purezza e conoscenza

•              Azione e passione

•              Ignoranza ed inerzia.

Più mostriamo le seguenti caratteristiche che si aggiungono al nostro “peso” spirituale e piu’ esse influenzano la regione sottile in cui andiamo dopo la morte piu’ analiticamente:

•              Più attaccamento alle cose materiali ed egoismo

•              Più desideri insoddisfatti

•              Sentimenti di vendetta

•              Maggiore quantità di demeriti o cattive azioni

•              Maggiore quantità di difetti di personalità come rabbia, avidità, paura, ecc.

•              Una maggiore quantità di ego (per ego qui si intende quando una persona si identifica con il proprio corpo, la propria mente e l’intelletto in contrapposizione all’anima)

•              Conseguente livello spirituale inferiore

Una riduzione delle relative caratteristiche di cui sopra è possibile solo attraverso lapratica spirituale secondo le sue sei leggi fondamentali.

I miglioramenti psicologici ottenuti con i libri di autosostegno (self-help) o cercando di essere gentili col prossimo sono risultati superficiali e temporanei.

L’Importanza dello stato mentale al momento della morte

Oltre a tutto cio’ che ho detto in precedenza, anche lo stato mentale al momento della morte è molto importante.

Se una persona, al momento della morte, sta effettivamente facendo una forma di pratica spirituale come il cantilenare il Nome di Dio, per esempio, allora l’influenza dei desideri, degli attaccamenti, degli attacchi dei fantasmi, ecc. sarebbe la minima possibile in quel frangente rispetto al suo stato di quando non cantilena. Questo rende il suo corpo sottile più leggero e quindi, morendo cantilenando, potrebbe raggiungere un piano di esistenza ultraterreno più elevato tra quei sotto-piani che avrebbe raggiunto se fosse morto senza cantilenare.

Al momento della morte, se una persona sta cantilenando il Nome di Dio ed è anche in uno stato di resa verso Dio, allora raggiunge nell’aldilà un piano di esistenza  ancora migliore ed in maniera molto più rapida. Questo perché le persone che vivono uno stato di resa a Dio già sulla Terra hanno molte meno possibilità di rafforzare il proprio Ego nella vita ultraterrena. Inoltre, tutta la responsabilità del proprio benessere nell’aldilà viene presa in carico dalla propria guida spirituale evoluta.

Il modo in cui viviamo sulla Terra influenza la nostra vita dopo la morte.

Solo con la pratica spirituale o con importanti azioni meritorie si può andare nelle regioni sottili più elevate per godere invece dei livelli più alti di felicità ed  evitare l’infelicità e la punizione.

In questo modo possiamo anche aumentare la possibilità di reincarnarci sulla Terra in circostanze più favorevoli.

Segui la legge eterna di Causa ed Effetto e ricerca la tua spiritualita’ questo e’ l’unico consiglio che mi sento di darti, e parlo per esperienza non per sentito dire!

È solo grazie ad una pratica spirituale seria e consapevole, che una persona passa ai piani sottili superiori dell’esistenza dell’Universo. Siccome ci stiamo addentrando ulteriormente nell’Era del Conflitto tra il bene e il male, vi è una sempre minore probabilità che le persone giungano ai piani superiori dell’esistenza.

Questo mondo materialista sappiamo bene che non e’ dedito alla spiritualita’, ma al possesso di cose inutili.

Dal Libro: “Segui la Luce” di Deva Aslesha    *Amazon

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Per qualunque domanda rispondo: deva.aslesha@gmail.com