Parliamo degli spettri…
Parliamo degli spettri…

Parliamo degli spettri…

L’ennesimo sinonimo di fantasma, SPETTRO ha anch’esso origini latine appartenenti alla fine del XVII° secolo, poco antecedenti il suo sinonimo più famoso.

Spectrum infatti, deriva dalla base spec di specere (vedere o guardare); non a caso lo speculum era lo specchio e in tempi antichi si credeva che l’anima del defunto potesse riflettersi dall’aldilà proprio attraverso questo oggetto.

Nel 1834, il teologo inglese Richard Baxter pubblicò il libro The Certainty of the world of Spirit, in cui i fantasmi vengono considerati entità autentiche. Forse l’influenza di questo trattato fu la concausa della nascita del romanticismo in cui si ripresero le antiche storie sepolte di spettri vaganti.

Grazie a questo moto spirituale europeo, i fantasmi vengono consacrati definitivamente come una delle leggende e credenze popolari ancora in auge, che hanno terrorizzato nei romanzi neo-gotici e continuano a farlo nuovamente oggi nel cinema horror.

Concludendo, qualunque nome si scelga per chiamare gli esseri disincarnati non ha importanza.

E’ bensì importante capire quanto i fantasmi abbiamo avuto un legame con l’uomo, e come questo legame ancora oggi, divide i pensieri delle persone fra quelli che ci credono e gli scettici.

Cosa ci sia dopo la morte resterà un mistero che va oltre il valore dell’essere disincarnato che ritorna dall’aldilà.

Quindi che gli spiriti vadano in cielo o che restino in terra, che volino da Osiride traghettati da Anubi secondo gli antichi Egizi o dalla Dea Ecate della mitologia romana, o ancora da Caronte della mitologia greca, la sostanza non cambia: i fantasmi ancora oggi, restano saldamente ancorati nell’immaginario collettivo con il bisogno di riscattare il fascino perduto nell’era informatica.

Che crediate nel fenomeno o meno, i fantasmi continuano comunque a farci compagnia ogni giorno della nostra vita attraverso la cultura, la storia e il folklore.

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