Quando il termine “epilessia” faceva rima con “stregoneria”.
Quando il termine “epilessia” faceva rima con “stregoneria”.

Quando il termine “epilessia” faceva rima con “stregoneria”.

La storia di Polissena

In passato, l’epilessia veniva spesso confusa con la stregoneria a causa di una comprensione limitata delle cause mediche di questa condizione. Gli episodi epilettici, con convulsioni improvvise, perdita di controllo e talvolta urla o movimenti inconsulti, erano difficili da spiegare per le società antiche. In un’epoca dominata dalla superstizione, questi sintomi venivano interpretati come segni di possessione o collegamenti con il mondo occulto.

L’associazione con la stregoneria derivava dalla paura e dall’incomprensione di fenomeni inspiegabili.

Le donne erano particolarmente vulnerabili a queste accuse, poiché la stregoneria era vista come un crimine tipicamente femminile e punibile severamente.

Ecco la storia di una donna vissuta nel 1571.

Nel 1571 si svolse uno dei più famosi processi di stregoneria in Toscana, quello contro Polissena da S. Macario.
La presunta strega era in realtà una donna che soffriva di epilessia, e fu proprio a causa di questa malattia che fu condannata.
Testimoniarono nel processo che la donna non volesse essere toccata o destata dal sonno, in particolare durante le sue crisi epilettiche.
Venne così arrestata con l’accusa che la donna, lasciando il corpo in casa, si recava ai Sabba.
I movimenti contorti e gli scatti improvvisi causati dalle crisi ,facevano davvero pensare ai testimoni, che la malata fosse posseduta dai demoni.
Ecco le parole di un testimone in un documento dell’epoca :
“Essendo appresso a un letto, si lasso’ andare indietro et rimase stesa sul letto che ivi era, di modo che pareva morta;… et detta Polissena ciò fatto aperse gli ochi et comincò’ a fare un verso, tanto forte et con stravolgere gl’ occhi, che tutti si misseno a fuggire per paura, era strega… mia madre mi disse che la detta Polissena la mattina sequente le disse: quando io sto in quella forma che stavo ier sera, non mi date noia, perchè’ mi fate più male che bene…
La donna fu così inquisita e torturata, e il cavalletto e la corda generarono strani e gotici racconti. Ecco così che Polissena parlava con la zia defunta che la invitava a unirsi a lei al Sabba … et trasformata in gatta, lassando il corpo a casa me ne scendeva la scala et andavo fuori dell’uscio…”.
Nel 1571 la triste conclusione: Polissena fu arsa viva sul rogo.

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